Recensione di Filippo Russo

Dicembre 23, 2007 at 10:17 am (Il roveto ardente, Recensioni)

Su Incontro del 23 dicembre 2007 è apparsa una recensione di Filippo Russo, dal titolo Un pellegrinaggio d’amore. Il roveto ardente di Vincenzo Leotta. Segue un estratto.

“Essere assetato di Dio e sentirNe, nello stesso tempo, la vicinanza e la distanza, con la consapevolezza di un rapporto mai paritario (“…io nel tempo/ a nascere a morire, Tu inarrestabile, eterno”); mendicare un dialogo attraverso una continua, sofferta ricerca (“Di me tutto puoi dire/ tranne che non ti ho cercato”), ma assaporare anche la dolcezza/la speranza dell’incontro sapendo che c’è una mano pronta ad accoglierti, la mano del Figlio “di carne tenera come la nostra”, immolatosi sulla croce per salvarci, “il sangue che sgorga dal Golgota/ e di vita in vita, in eterno/ rigenera fermenta”: itinerario spirituale suggestivo, la silloge di Vincenzo Leotta, non a caso intitolata “Il roveto ardente” (Viennepierre edizioni), perché il fuoco, cito da una vecchia Bibbia, “è una rappresentazione della trascendenza e della vicinanza di Dio, non lo possiamo afferrare e possedere ma ci illumina e ci riscalda…”
Filippo Russo

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Leggendo Gorgia

Dicembre 6, 2007 at 11:20 am (Le parole da noi tradite) (, )

Ci sarà un altro modo – pensavo
leggendo Gorgia, sofista di Lentini –
per definire l’uomo e le cose
con le parole non basta non si può
andare al fondo scendere nell’anima
si resta alla forma al colore
non si dice il cuore
manca l’accordo tra noi.
E che nome daremo alle cose
quale volto quale misura
noi stessi divisi dalle parole?
Come non ci negheranno l’ascolto
rivoltandosi contro?
A condannarci saranno esse, le parole
da noi tradite.
                               Così pensavo
leggendo Gorgia, sofista di Lentini.

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