Recensione di Giovanna Musolino
Su Margine esterno di febbraio 2008 è uscita una recensione di Giovanna Musolino, dal titolo “Il roveto ardente” di Vincenzo Leotta. Segue un breve estratto.
“L’ultima opera poetica di Vincenzo Leotta, Il roveto ardente, si colloca a pieno titolo nel panorama della poesia religiosa italiana della seconda metà del Novecento, che vanta i nomi di Rebora, Betocchi, Turoldo, Testori, Cattafi. Autori di cui si possono avvertire gli echi in questa silloge del poeta barcellonese; la poesia infatti si nutre anche di sé stessa. I poeti, quelli veri, non vengono mai dal nulla, non sono divini ignoranti, ma hanno assimilato le esperienze poetiche del passato e del presente, che conferiscono spessore culturale all’originalità della loro opera.
Il roveto ardente è un canzoniere in cui si narra una storia d’amore, che si svolge tra estasi e tormenti, dubbi e certezze, attese angosciose ed esaltanti conquiste; situazione tipica di ogni rapporto amoroso. Ciò che rende questo canzoniere un’eccezionale esperienza umana e artistica, è che l’amore di cui si parla ha per oggetto Dio. Raboni nella sua prefazione definisce inoltre una “inaudita novità” il fatto che, contrariamente a quanto il lettore si aspetterebbe, in queste poesie “non c’è niente di metafisico, niente di sublime”, poiché l’amore da cui esse nascono è “un amore concreto, a volte violento”. Ne consegue allora che lo specifico letterario è caratterizzato più che mai da uno stile nudo, essenziale; l’autore rinuncia ad ogni orpello, ad ogni lenocinio formale, così come rifiuta il linguaggio della tradizione a favore del parlato quotidiano più aderente al suo umanissimo modo di porsi di fronte all’Assoluto; senza pertanto tradire le ragioni della poesia, come si evince dalla raffinata sapienza tecnica di questi versi…”
Giovanna Musolino
Tempo infinito
Tre mesi sono per Te
il respiro lieve tra due baci,
la sosta del vento sulla vetta dell’onda,
il vibrare d’ala di un’allodola.
Per me sono tanti: ritorni
dall’avermi lasciato tre giorni
o tre ore o un istante,
non sai che tempo infinito
è trascorso dall’ultima volta.
Scheda su ‘Jesus’ di Alberto Comuzzi
Su Jesus, mensile di cultura e attualità religiosa, n. 2 febbraio 2008, è uscita una scheda di Albero Comuzzi. Eccola:
“Il libro si compone di due sezioni, in cui il poeta Vincenzo Leotta si rivolge all’Assoluto. La ricerca diventa via via fonte di sofferti interrogativi, conquista spirituale, anelito d’ assoluto, presenza, luce e consolazione. Nel porsi domande su Dio riflette sul senso dell’esistenza umana e sulla tensione infinita e incolmabile verso l’eterno, interrogandosi su se stesso e misurandosi con l’infinito.”