Il 30 marzo è uscito sulla Gazzetta del sud, a firma di Saverio Vasta, un articolo relativo alla presentazione de Il roveto ardente a Barcellona, dal titolo: “Barcellona – Presentata la quarta raccolta poetica di Leotta. L’incontro nel “Roveto ardente” per credere dopo aver dubitato”. Eccolo:
“Il roveto ardente” (Milano, Viennepierre), quarta raccolta poetica di Vincenzo Leotta, è stato presentato, di fronte a una platea gremita, al Teatro Currò dell’Oratorio salesiano di Barcellona su iniziativa della F.I.D.A.P.A. e dell’Unione ex allievi “Don Bosco”, rappresentati per l’occasione dai presidenti Felice Spinella e Masina Genovese.
«Ne “Il roveto ardente” – ha detto Domenico Franciò, autore di una intensa e apprezzata relazione – il poeta confessa il più pudico e intimo degli amori: l’amore per Dio. E lo fa disarmato, inerme, nudo, in un discorso amoroso animato e ardente che trae dall’amore umano i termini palpabili e icastici della sua manifestazione. La lingua, incanalata nel solco di un registro colloquiale, è in realtà raffinatissima e caratterizzata da modi confidenziali, affabili, anche sommessi».
Nel suo intervento, Leotta ha riflettuto sul senso della “rivelazione”. «Cristo crocifisso è insieme la Parola e il Silenzio del Padre, il massimo nascondimento e la massima rivelazione di Dio» ha detto l’autore. «Per questo si può credere e dubitare. Non resta che cercarLo nella penombra, nella “radura” – ha concluso, citando Heidegger – dove l’uomo si muove “come un viandante diretto alla vicinanza dell’Essere”». Nel corso dell’incontro, coordinato da Pina Freni, che nel suo intervento introduttivo ha sottolineato il fondamento filosofico-teologico della raccolta, una lettura di poesie è stata curata da Zina D’Amico, Salvatore Bucca, Raffaella Coppolino e Serena Bruno.

Felice Spinella, Pina Freni, Vincenzo Leotta, Domenico Franciò, Masina Genovese
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È uscito il 28 marzo, sul Giornale di Sicilia, un articolo relativo alla presentazione de Il roveto ardente a Barcellona:
La sezione barcellonese della Fidapa, in collaborazione con gli ex allievi Salesiani, ha presentato il libro “Roveto ardente”, ultima fatica del poeta barcellonese Vincenzo Leotta. Al teatro Currò gremito di curiosi e simpatizzanti, sono intervenuti la docente Pina Freni, che si è soffermata sul sostrato teologico del libro, Domenico Franciò, che ha offerto una lettura circostanziata, esauriente e suggestiva della raccolta poetica di Leotta, e Giuseppe Fontanelli, docente dell’Università di Messina. L’autore ha infine concluso la serata, centrando il suo discorso sulla figura di Cristo crocifisso, definito la parola e il silenzio del Padre, rivelazione e insieme nascondimento di Dio.
(Nella foto, da sinistra a destra: Domenico Franciò, Masina Genovese, Pina Freni, Vincenzo Leotta, Felice Spinella)
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Su Il nostro tempo del 16 marzo (anno 63 n. 11) è uscita una recensione di Giovanna Ioli.
Ecco la riproduzione della pagina, ricavata dall’ archivio on-line del settimanale.

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Sabato 15 Marzo, alle ore 18:00, nel teatro Currò dell’Oratorio Salesiano di Barcellona, sarà presentato il libro di poesie Il roveto ardente. La manifestazione è organizzata dalla F.I.D.A.P.A. e dall’Unione ex allievi “Don Bosco”. Relatore: prof. Domenico Franciò; coordinatore: prof.ssa Pina Freni. Sarà presente l’autore.
Dalla prefazione di Raboni: “Nel panorama della poesia religiosa italiana degli ultimi cinquant’anni – un panorama, lo sappiamo, tutt’altro che affollato e tuttavia interamente, quasi insostenibilmente gremito di poche presenze impareggiabili, dal Rebora dei Canti dell’infermità a Betocchi, a Turoldo, a Testori, all’ultimo Cattafi – questo libro di Vincenzo Leotta viene a occupare con assoluta, tranquilla naturalezza un posto di sicuro rilievo e, cosa ancora più importante, un posto tutto suo, uno spazio perfettamente inconfondibile”.
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Caduta la barriera del timore
oso anch’io pronunciarne il nome,
un monosillabo appena
un fiato solo della voce
Theòs Deus Gott Dieu Dios God…
ma il suono i suoni
come vibrano tra i denti e il palato
s’incollano alla gola
e la lingua prende fuoco
e il fuoco divampando investe il cuore.
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