“Roveto ardente”. Continua ricerca dell’uomo

Maggio 2, 2008 at 4:27 pm (Il roveto ardente, Presentazioni) (, , , , )

Il primo maggio, sulla “Gazzetta del Sud”, è uscito un artico di Laura Simoncini relativo alla presentazione de Il roveto ardente al Gabinetto di Lettura di Messina.

“Temevo di averTi perduto / e cercavo altrove ristoro. / Io non amo la croce che porto / da quando sono nato: / se Tu sei la gioia, perché… / Ho dubitato di Te / ma Tu hai mutato la croce / in dono di amore.” E’ proprio attraverso questi versi contenuti nella silloge poetica di Vincenzo Leotta dal titolo “Il roveto ardente” (viennepierre edizioni), con la prefazione di Giovanni Raboni, che si incarna la continua ricerca dell’uomo sempre inquietamente proteso a dare spiegazioni e risposte, anche davanti al “silenzio di Dio”.
L’incontro con l’autore si è tenuto nel salone dei Convegni del Gabinetto di lettura alla presenza del presidente Aldo Amato. La raccolta poetica è stata presentata dai professori Cosimo Cucinotta e Nicolino Passalacqua, occupatisi rispettivamente della sacra scrittura e di fede e ragione nella poesia di Leotta. Nato a Barcellona, l’autore, già ordinario di materie letterarie, latino e greco nei Licei classici, alterna la poesia con recensioni e saggi su poeti e scrittori del Novecento, per lo più siciliani. Inoltre ha pubblicato tre raccolte di versi: “Le parole da noi tradite”; “L’utopia e il silenzio” e “Pittogrammi” col quale ha vinto il Premio della Presidenza del Consiglio per la Cultura nel 1995 e il Premio di Poesia “Bartolo Cattafi”.
«La mia ricerca religiosa – spiega Leotta – è andata approfondendosi con il tempo. Ma la fede – precisa – non è una conquista duratura. Il dubbio è connaturato con un’esperienza autenticamente religiosa perché senza l’incertezza la nostra fede cadrebbe nel fanatismo e nella superstizione. Il libro, che contiene poesie brevi e concatenate, è suddiviso in due sezioni: “Dell’attesa” con il significato dinamico di tendere verso Dio e “Del riposo”, inteso come le piccole e grandi soddisfazioni che Dio ci concede durante il nostro cammino per sollecitarci a compiere un percorso esistenziale. Nella prima parte – continua – tento soprattutto di attingere Dio con la ragione e le ipotesi sono il tentativo di capirlo: “Ecco mio Dio, ho compreso: / mai Ti potrò comprendere”».
Intrisi di profonda spiritualità, i suoi versi rappresentano un dialogo serrato e continuo con Dio in cui linguaggio poetico si snoda, tra echi e rimandi alla memoria per giungere, nella sua complicata ricerca del divino, a momenti di confidenza e di abbandono.
La serata è stata scandita dalla lettura di alcune liriche da parte degli studenti del Dams di Messina, con l’accompagnamento musicale del violino solista Violeta Adamova.

Nicolino Passalacqua, Vincenzo Leotta, Cosimo Cucinotta

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