Recensione di Santi Fugazzotto

Ottobre 16, 2008 at 11:15 am (Recensioni)

Su La voce del Longano è apparsa una recensione di Santi Fugazzotto, dal titolo Un viaggio alla ricerca di Dio. Se ne fornisce un estratto. Per continuare a leggerla, cliccate qui.

Ho letto e meditato con la dovuta attenzione l’ultimo impegno letterario di Vincenzo Leotta dal titolo “Il roveto ardente” pubblicato dalla casa editrice Viennepierre di Milano. Il libro si compone di una raccolta di poesie divisa in due parti intimamente collegate, intitolate ‘dell’attesa’ e ‘del riposo’ in cui il poeta si rivolge all’Assoluto con tormentati interrogativi, sul senso stesso dell’esistenza con un repertorio stilistico e metrico in apparenza ordinario ma non generico che conferisce spessore culturale all’opera. Sicuramente tale opera per la profonda spiritualità che svela nei versi che sono prorompenti, è la più sofferta, per il suo percorso esistenziale, ma è destinata a lasciare una traccia duratura nell’ambiente letterario italiano. Nel passato Vincenzo Leotta aveva pubblicato tre raccolte di poesie: “Le parole da noi tradite” (1978); “L’utopia e il silenzio” (1985) e “Pittogrammi” (1993). L’autore, già docente di materie letterarie, latino e greco nei Licei classici, negli anni ha alternato la poesia con recensioni e saggi su poeti e scrittori del Novecento. Vincenzo Leotta è nato a Barcellona Pozzo di Gotto e già da parecchi anni risiede in Terme Vigliatore, ha sempre valutato la fede cristiana, quell’autentica, come il principio e il fine massimo di una luce. Un’esplorazione di un uomo nel proprio “intimo”, per giungere attraverso una sofferta purificazione alla conquista gioiosa del vero bene supremo, per trovare consolazione e conforto. Ci offre dei momenti ricchi d’invocazione, sofferta e vivida, bruciante, come richiama alla mente il titolo stesso del libro con un’interiorità che affiora in superficie nei suoi versi con uno stile nudo ma essenziale (“Io nel tempo/ a nascere a morire, Tu inarrestabile, eterno”); mendicare un dialogo attraverso una continua, sofferta ricerca (“Di me tutto puoi dire/ tranne che non ti ho cercato”). Una poesia meditativa che si nutre di mistero tra amore e visioni, e si rivela come un lento e silenzioso cammino interiore, fatto di ricerca e d’attese, di slanci, di sguardi, di colloquio intimo verso il “fuoco”, fatta di nostalgie e accorati dialoghi. Una raccolta poetica di carattere religioso, straziante, molto intimistica, dove l’autore, notoriamente sfuggente e riservato, ha voluto mettere a nudo il suo animo d’appassionato credente. [...].

Santi Fugazzotto

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